Per i portatori di handicap è stata istituita la patente di categoria “C”, che abilita direzione nautica di natanti e imbarcazioni da diporto. Il regolamento per la patente nautica n. 146/08 in questi casi prevede che i patentati dovranno essere accompagnati a bordo da almeno un’altra persona di almeno 18 anni d’età, anche senza patente, ma idonea a svolgere le manovre per la conduzione del mezzo e a intervenire per eventuali recueri in mare. La barca utilizzata, inoltre, deve essere equipaggiata con un dispositivo elettronico in grado di consentire in caso di caduta in mare, l’individuazione della persona, la disattivazione del pilota automatico e l’arresto dei motori. L’accertamento dei requisiti fisici o psichici è demandato alle aziende sanitarie locali o a commissioni mediche locali. In relazione al tipo di handicap possono proporre termini ridotti di validità per la patente in relazione al tipo di abilitazione richiesta.

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L’età minima per condurre unità da diporto, a secondo del tipo di mezzo, è la seguente:
• 23 anni: per condurre navi da diporto;
• 18 anni: per condurre imbarcazioni e natanti per i quali è previsto l’obbligo di patente;
• 16 anni: per condurre natanti a motore o a vela;
• 14 anni: per condurre natanti con superficie velica superiore ai 4 metri quadrati, nonché unità a remi che navigano entro un miglio dalla costa.

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- Fotocopia documento identità
- Certificato medico rilasciato da ufficiale sanitario con foto e marca da bollo
- 4 fotografie identiche a quelle fornite per il certificato medico

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L’esame per la patente nautica da diporto si compone di 2 prove, quella teorica e quella pratica. Per l’esame volto ad ottenere la patente nautica senza limiti dalla costa si aggiunge a queste anche una prova di « carteggio nautico » ovvero un test che verte sulla rilevazione della proprio posizione sulla carta nautica, il calcolo di una rotta ed altri risultati, anche in presenza di deriva, scarroccio e tenendo conto di altri fenomeni che influenzano la navigazione.

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La patente nautica da diporto abilita alla conduzione di natanti e imbarcazioni fino a 24 metri di lunghezza e si divide in due categorie, quella che  entro le 12 miglia dalla costa e quella per la navigazione senza limiti di distanza dalla costa. Altra distinzione da fare è tra la sola abilitazione per natanti e imbarcazioni a motore e l’abilitazione alla conduzione di natanti e imbarcazioni sia a motore che a vela.

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L’Osservatorio Nautico Nazionale, patrocinato dal Ministero del Turismo, che lo ha eletto l’unico documento esaustivo sul comparto, ha redatto il primo rapporto annuale sul turismo nautico.

Il rapporto analizza tutti gli aspetti legati al turismo dell’acqua e della nautica: da quelli connessi ai loro riflessi territoriali e infrastrutturali (in basso, un marina), ambientali, produttivi economici e di mercato, legislativi e normativi, a quelli relativi alla domanda turistica e alle sue determinanti.

Il primo risultato immediatamente evidente è: le imbarcazioni da diporto sono redditizie per la collettività. La media di spese dirette sostenute da ogni imbarcazione, su base annua, è di 15mila euro per quelle piccole (10-17 metri), di 28mila euro quelle medie (17-24 metri) e di 75mila euro per ciascuna di quelle oltre i 24 metri. Le ricadute patrimoniali sul territorio delle attività turistiche sono anch’esse interessanti: l’escursionismo provoca una ricaduta reddituale di 46€ per persona al giorno, il turismo rurale € 88/pers/gg, il turismo nautico di € 130/pers/gg. In Italia, a oggi, ci sono poco più di 145mila posti barca con un “indice di pressione” di quattro, ossia ci sono quattro barche per ogni posto disponibile in Italia (con agli estremi il Friuli Venezia Giulia con poco più di 1,2 e dall’altra parte Lazio, Emilia Romagna e Liguria oltre a cinque), contro 1,5 della Spagna e due per la Francia.

Ci sono quindi 406mila imbarcazioni oltre i 10 metri in cerca di casa. Queste “senza tetto”, che ovviamente si accasano altrove, tutti gli anni procurano un giro di affari pari a 12 miliardi di euro, con un’Iva di 2,5 miliardi e una imposizione diretta pari a circa sei miliardi di euro per anno. I governi che si sono susseguiti hanno continuato ad annunciare faraoniche e miracolistiche opere pubbliche (Tav, Terzo Valico, ponte sullo Stretto di Messina, variante di valico), ma tanto per citare un esempio nel biennio 2008/2009 sono stati creati solo circa 2000 posti barca nuovi. Se lo Stato, così come fece dopo la seconda guerra mondiale, coalizzasse la mano d’opera purtroppo oggi in eccesso, nella realizzazione di importati opere pubbliche ad alto valore aggiunto (come i porti turistici), si potrebbe assistere a un triplice effetto virtuoso: la diminuzione della disoccupazione, il minor ricorso agli ammortizzatori sociali (che sono indispensabili, ma improduttivi), e il soddisfacimento della domanda di beni (posti barca) produttivi di reddito diretto e indiretto. Sembra che tutti concordino a parole ma latitino nei fatti.

In compenso sembra siamo pronti a riaprire la stagione del “redditometro”. Lo strumento che, a dire della stessa Agenzia delle Entrate, ha diminuito il gettito totale delle imposte rovinando, in compenso, l’aviazione generale e la nautica da diporto. Le imposte devono essere pagate da tutti i contribuenti in proporzione alla loro capacità contributiva, ma l’accertamento deve essere svolto dagli Uffici in modo serio, coordinato ed analitico e non basandosi su metodi empirici ed indiretti. L’accertamento tributario, per genere, induttivo ottiene solo l’allontanamento del cliente (anche quello in buona fede) dalla spendita (consumo) del risparmio in attività ricreative oggetto di presunzione reddituale. E già oggi tre barche su quattro devono emigrare, sarebbe perfetto per il nostro comparto e per il Paese, cacciare anche la quarta.

Tratto da [Yacht Capital] n.1/2010

Giugni: in Grecia

Luglio: alle Eolie

Agosto: alle baleari

Settembre: in Croazia

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Con i suoi 3500 abitanti, l’ elegante stazione balneare di Castiglioncello, situata a 3 kms a sud di Livorno, è una delle più belle e suggestive della costa Livornese. Di là comincia la famosa costa degli etruschi.
Castiglioncello, situata in una posizione panoramica privilegiata lontano dalle grandi assi di comunicazione è restata, fino in epoca moderna, al di fuori dei circuiti turistici tradizionali ed offre una natura intatta con vaste pinete ed una costa di spiagge e di rocce spettacolari.

Marina Cala de Medici è molto recente visto che ha aperto nel febbraio 2004 ed è perfettamente equipaggiata.

Da questa base d’affitto di velieri, potrete scendere verso la bella isola d’ Elba o andare verso il Capo Corso, posti meravigliosi da scoprire dal mare.

le nostre basi